GIOVEDÌ 13/11

L'interno del Parlamento dello stato messicano di Guerrero viene dato alle fiamme da un protestane.

L’interno del Parlamento dello stato messicano di Guerrero viene dato alle fiamme da alcuni protestanti.

 

Dopo l’uccisione dei 43 ragazzi messicani da parte dei narcos appoggiati dal sindaco di Iguala, José Luis Abarca e da sua moglie, il Messico protesta. In tutto il paese si sono registrate tensioni. Prima a Città del Messico, dove sono stati catturati i due mandanti dell’omicidio, e poi nello stato di Guerrero dove il Parlamento è stato assediato e incendiato da circa 500 protestanti mentre il prossimo obiettivo sembra essere l’ufficio del governatore. La gente stanca di un’amministrazione che non protegge ma favorisce la criminalità è arrivata a incendiare il simbolo del potere politico, drasticamente. Le contestazioni si sono rivolte poi al presidente messicano Enrique Peña Nietodel ed è stata presa d’assalto la sede del Partito rivoluzionario istituzionale di cui Peña è il leader. Vetri spaccati, mobili distrutti e sedie lanciate fuori dalle finestre sono il bilancio dell’attacco.

Poche per ora le notizie trapelate, soprattutto se si butta un occhio ai giornali messicani. I siti di Diario de Mexico e di El sol de Mexico parlano di scontri e tensioni fornendo poche immagini dell’accaduto, così come nel caso di Universal.

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