VENERDÌ 06/02

I parenti delle vittime del volo GE235 della TransAsia Airways pregano durante un rito buddista davanti ai resti dell’aereo, a Taipei. Foto Reuters

I parenti delle vittime del volo GE235 della TransAsia Airways pregano durante un rito buddista davanti ai resti dell’aereo, a Taipei. Foto Reuters

Dopo l’incidente, la sofferenza dei superstiti e dei parenti delle vittime. Il 4 febbraio l’aereo della TransAsia Airways, poco dopo il decollo dall’aeroporto Songshan di Taipei, ha perso improvvisamente quota ed ha colpito un ponte prima di finire nel fiume Keelung. Mentre le foto dell’incidente hanno fatto il giro del mondo, in queste ore Taiwan piange le sue vittime che fino ad ora sono 31 su un totale di  58 passeggeri.

Prima che l’aereo arrivasse nelle acque del fiume l’ala ha colpito un taxi ma il conducente, a parte qualche ferita, è salvo. Scene “da film” anche nei drammatici momenti subito dopo lo schianto nei quali i superstiti sono riusciti ad uscire dall’aereo aiutandosi con i giubbotti salvagente. Da ricordare inoltre che ancora 12 persone risultano disperse. Un fatto quanto mai imprevedibile quello di Taipei. L’aereo era stato revisionato proprio a gennaio e i controlli erano stati superati.

 

 

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