Il ricordo della settimana, la Crimea di un anno fa

Padre Agaphone, 34 anni, in piedi su una roccia ammira la luna piena. Monastero di Chelter-Marmara, Crimea. Foto di Gerd Ludwig

Padre Agaphone, 34 anni, in piedi su una roccia ammira la luna piena. Monastero di Chelter-Marmara, Crimea. Foto di Gerd Ludwig

Marzo 2014. La Crimea dichiarava l’indipendenza dall’Ucraina, che da un mese era spaccata tra filorussi e indipendentisti, ed entrava a far parte delle Russia di Putin. “Ora è ufficiale, la Crimea è della Russia“, hanno titolato -più o meno similmente- i giornali di mezzo mondo il 22 marzo, giorno in cui l’accordo è risultato ufficiale, almeno per Mosca, non certo per l’Unione Europea.

Oggi, poco meno di un anno dopo, la Crimea è ancora dei russi che, stando alle ultime notizie dello scorso giovedì, userebbero i suoi territori per esercitazioni militari piuttosto massicce. “La Russia sta tenendo un’esercitazione militare su “larga scala” con circa 2.000 uomini in Crimea, nelle regioni secessioniste georgiane di Ossezia del Sud e Abkhazia. Lo scrivono le agenzie russe Ria Novisti e Interfax, citate da diversi media online”, si leggeva sul sito dell’Ansa. Esercitazioni che servono a rafforzare la potenza militare russa in caso che il conflitto con Kiev torni a inasprirsi. Anche se la tregua di Minsk ha traballato più volte, sembra infatti che gli scontri tra separatisti filorussi, aiutati dalle truppe di Putin, e gli unionisti ucraini siano meno intensi.

Olesya Kamovich e le sue compagne si incontrano la domenica a Sevastopol, Crimea, per cantare e ballare insieme nella loro tipica passeggiata insieme.

Olesya Kamovich e le sue compagne si incontrano la domenica a Sevastopol, Crimea, per cantare e ballare insieme nella loro tipica passeggiata insieme.

Ma com’era la Crimea prima di essere un territorio di Mosca? Lo spiega, con le sue immagini, il fotografo Gerd Ludwig che ha documentato, per National Geographic, le usanze dei territori in questione prima e dopo l’invasione russa. “La penisola della Crimea è conosciuta per il suo vasto numero di piccole città e di monasteri”, spiega il fotografo sul suo account Instagram. Un lato caratteristico della Crimea che molti, anzi quasi tutti, forse ignorano. Dove un padre ortodosso ammira ancora la luna fuori dal suo monastero roccioso in una tranquilla notte dal cielo sereno. Dove i russi non erano ancora arrivati, dove Euromaidan era solo futuro e non passato.

Oggi la Crimea è diversa. È “una punta di diamante” per il turismo russo, con le sue isole rocciose e il suo mare di un blu intenso e invitante. “Il turismo in Crimea è quasi vecchio quanto lo è il turismo stesso”, si legge sulla pagina del fotografo.  E ancora “Warm, lovely, rush” (mite, amabile, affollato), un gioiello dell’impero russo in un bizzarro mix tra quelle che ora sono le sue appartenenze russe e il suo carattere inevitabilmente appartenente anche all’Ucraina e alla Bielorussia.

Santa Barbara, Utes Village, Crimea. Sulla costa rocciosa le famiglie si radunano per trascorrere le vacanze in questo meraviglioso scenario.

Santa Barbara, Utes Village, Crimea. Sulla costa rocciosa le famiglie si radunano per trascorrere le vacanze in questo meraviglioso scenario.

 

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