Da Balto alla realtà: mille miglia di gara su una slitta

I cani da slitta durante la Yukon Quest, la gara di cani da slitta più famosa in Alaska. Foto di Katie Orlinsky

I cani da slitta durante la Yukon Quest, la gara di cani da slitta più famosa in Alaska. Foto di Katie Orlinsky

La Disney, a suo tempo, aveva scelto Balto per raccontare le storie dei cani che trainano slitte in Alaska. Qualche anno dopo, macchina fotografica alla mano e tanta voglia di fare, Katie Orlinsky, fotografa newyorkese, ha deciso di documentare la più importante gara di cani da slitta nello stesso territorio delle avventure di Balto. Questa volta è tutto vero, non è un cartone, anche se i colori e la bellezza delle foto alcune volte possono far credere che appartengano a un mondo lontano dal nostro, proprio come quello dei cartoni.

I cani impegnati nella traversata di mille miglia prevista dalla gara. Hanno le zampe protette da speciali stivaletti. La fotografa ha detto:"Non appena ho visto che indossavano quelle scarpe colorate me ne sono innamorata".

I cani impegnati nella traversata di mille miglia prevista dalla gara. Hanno le zampe protette da speciali stivaletti. La fotografa ha detto:”Non appena ho visto che indossavano quelle scarpe colorate me ne sono innamorata”.

La  Yukon Quest è una gara lunga mille miglia che parte da Whitehorse, nello Yukon, e arriva a Fairbanks, in Alaska. Ogni febbraio cinquanta guidatori professionisti di slitta, con i loro team di cani,  si avventurano in questa competizione lungo quella che era una volta la “Klondike Highway”, ovvero la storica via usata dai cani da slitta per portare messaggi durante il frenetico periodo della “febbre dell’oro”. Una gara ma anche una prova di sopravvivenza in mezzo ai ghiacci del Nord America, dove cani e uomini devono dimostrare non solo di correre molto veloci e di essere in sintonia, ma anche di sapersi accampare, procurarsi il cibo e scongiurare i più vari pericoli.

Brent Sass e il Wild and Free Team si dirigono all'Eagle checkpoint durante la Yukon Quest 2015.

Brent Sass e il Wild and Free Team si dirigono all’Eagle checkpoint durante la Yukon Quest 2015.

La fotografa è stata al fianco dei team durante il loro periodo di preparazione e durante la competizione. Il suo reportage fotografico si concentra soprattutto sul rapporto tra uomini e cani in uno sport che non è famoso, non è ben retribuito ma che chiede tantissima sensibilità e rispetto per gli animali e la natura. Dice la Orlinsky a tal proposito: “I guidatori di slitta dedicano la loro vita ai cani, giorno e notte. Li amano come se fossero i loro figli”. E aggiunge:” Un uomo o una donna che sceglie di viaggiare per mille miglia nel freddo pungente completamente solo con i suoi cani- questa si che è una persona interessante”.

Una guidatrice di slitta sorride all'obiettivo nonostante il freddo dell'Alaska.

Una guidatrice di slitta sorride all’obiettivo nonostante il freddo dell’Alaska.


La Orlinsky ha poi avuto modo di sperimentare anche quanto possa essere difficile trovare un inconveniente sulla propria strada.  Quando si trovava a Blue Kennels, sul ghiacciaio Herbert, raggiungibile solo con l’elicottero da chi non viaggia in slitta, le condizioni meteorologiche si sono aggravate. Per sei giorni la fotografa non si è potuta muove dal ghiacciaio. Di quell’esperienza ricorda:” Ti toglieva il fiato da tanto era bello quel luogo, ma io ero sfinita”.

Katie Orlinsky "off the glacier", in mezzo alle piccole tende per cani.

Katie Orlinsky “off the glacier”, in mezzo alle piccole tende per cani.

Quest’anno, il 2015, solo 26 guidatori di slitta hanno preso parte alla competizione e la fotografa ha documentato la gara dal suo account Instagram per National Geographic corredando le foto con gli hashtag #onassignment e #YQ2015. In un viaggio straordinario, dove neve e freddo sigillano l’alleanza secolare tra cane e uomo, il racconto fotografico di un mondo lontanissimo e affascinante allo stesso tempo.

La linea di partenza della #YQ2015.

La linea di partenza della #YQ2015.

Qui altre foto della YQ2015

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