GIOVEDÌ 19/03

Alcuni visitatori del museo Bardo, a Tunisi, vengono liberati dalla polizia dopo che l'edificio è stato assaltato da uomini armati. 22 le vittime totali dell'attentato avvenuto il 18 marzo 2015.

Alcuni visitatori del museo Bardo, a Tunisi, vengono liberati dalla polizia dopo che l’edificio è stato assaltato da uomini armati. 22 le vittime totali dell’attentato avvenuto il 18 marzo 2015.

La calma di un mercoledì mattina come tanti, a Tunisi, viene interrotta dal rumore degli spari. È il 18 marzo 2015 e il tran-tran cittadino viene scalfito da due uomini che, molto probabilmente travestiti da militari, aprono il fuoco su un pullman di turisti in arrivo al Museo Bardo, non lontano dal Parlamento tunisino. Sotto i colpi dei due attentatori muoiono 8 persone. Poi, senza esitazione, i due si dirigono all’interno della struttura dove si asserragliano e prendono in ostaggio un centinaio di persone. Le autorità tunisine, come tutta la città, ha appena il tempo di capire cosa sta succedendo. Sono tornati gli attentatori solitari? Ancora una volta per le strade, nel cuore di una grande città? Sembrerebbe proprio di si. E allora le forze speciali si organizzano e il premier Habib Essid opta per un blitz che liberi gli ostaggi. È finito tutto nel tardo pomeriggio di ieri, quando il silenzio è sceso su Tunisi, ma non quel silenzio di calma, piuttosto un silenzio di dolore e morte. Il conto totale delle vittime è di 22, tra di loro anche alcuni italiani. Nel blitz i due terroristi sono morti e poco dopo, quasi puntuale, come se ce la si aspettasse, è arrivata la rivendicazione dell’Isis. “Questa sarà una guerra lunga: dobbiamo mobilitarci a ogni livello, tutti insieme, tutte le appartenenze politiche e sociali, per lottare contro il terrorismo. Serve unità nella difesa del nostro Paese che è in pericolo”, ha detto Habib Essid in risposta ai tragici fatti.

Intanto in Italia arrivano i racconti dei primi superstiti in viaggio sulla Costa Fascinosa, una crociera partita da Palermo pochi giorni prima. Noi eravamo nella città vecchia, non ci siamo accorti di nulla. Dopo l’attacco ci hanno fatto rientrare subito verso la nave con gli autobus. C’è un’atmosfera strana, di confusione. L’equipaggio sta cercando di contattare tutte le persone in giro per la città, facendo l’appello per farle tornare a bordo. Ci sono alcuni turisti molto spaventati, altri sono ancora in piscina ignari di quello che è accaduto”, spiega un testimone a Tgcom24.  E di confusione ce ne sarà ancora tanta e per tanto, le quiete mattinate di Tunisi sono state spazzate vie, interrotte dalla crociata della Jihad.

 

 

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