Toy Stories, dal cartone alla realtà. Un giro per il mondo alla scoperta dei giocattoli

Ralf, a Riga, nella sua cameretta mostra al fotografo Gabriele Galimberti i suoi giochi. Ralf è uno dei protagonisti del progetto fotografico "Toy stories".

Ralf, a Riga, nella sua cameretta mostra al fotografo Gabriele Galimberti i suoi giochi. Ralf è uno dei protagonisti del progetto fotografico “Toy stories”.

Gabriele Galimberti l’avete conosciuto, su questo blog, come fotografo ufficiale della Illy. Era maggio, e la Triennale di Milano ospitava il suo terzo progetto per il marchio di caffè, “Share your dream“. In occasione della settimana del design milanese, Galimberti e il suo staff hanno fotografato centinaia e centinaia di persone mentre sorseggiavano una tazza di caffè e tenevano in mano un foglio A4 con su scritto il loro sogno più grande. Le foto, stampate in tempo (quasi) reale, hanno popolato i muri di una parte dei locali della Triennale per giorni e sono poi finite sul web, tutte.

Ma sarebbe sbagliato dire che Galimberti è solo il fotografo della Illy, anche se basterebbe, date le migliaia di chilometri che l’artista ha percorso, girando tutto il mondo, in cerca di storie sensazionali che ha raccontato – e immortalato con uno scatto – davanti a una tazza di caffè. È un fotografo che ama guardare le cose da una prospettiva diversa, che trova spazi di racconto là dove si penserebbero scomparsi. Lo dimostra, su tutti, il progetto fotografico Toy StoriesGalimberti ha viaggiato dagli Usa, all’Africa, all’Indonesia. È stato ovunque, e in questo suo girovagare ha scattato le foto dei bambini che incontrava mentre tenevano vicino a loro il gioco del cuore, quello preferito, il più amato di tutti. Aeroplani, peluche, bambole e secchielli. In ogni paese i giochi hanno saputo dire qualcosa di più di una passione infantile. Hanno raccontato le condizioni di vita dei piccoli protagonisti e li hanno descritti senza bisogno di parole. È servito solo il “clic” della macchina fotografica.

Puput, a Bali, in Indonesia, si mette in posa sul lettino che richiama la bandiera degli Usa.

Puput, a Bali, in Indonesia, si mette in posa sul lettino che richiama la bandiera degli Usa.

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Una prospettiva diversa: il nostro pianeta visto dall’ alto

L'Oasi di el Oued, in Algeria, fotografata dai satelliti della stazione spaziale europea.

L’Oasi di el Oued, in Algeria, fotografata dai satelliti della stazione spaziale europea.

Non sempre il fotografo è umano. Può essere, in casi più unici che rari, anche una macchina super tecnologica e proveniente dallo spazio. Nello specifico si tratta del satellite dell’ESA( agenzia spaziale europea) che, in collaborazione con l’ASI, la sorella italiana, ha realizzato scatti del nostro pianeta da distanze inimmaginabili. Le fotografie hanno immortalato i ghiacciai, le vaste pianure, le zone più densamente popolate, fino ai padiglioni di Expo. Non manca proprio nulla. Le immagini sono in mostra, fino al 10 gennaio 2016, al Museo della Scienza e della Tecnica di Milano che le ospiterà nella sua sezione dedicata allo spazio.

Eccone qui alcune delle più suggestive, dal Brasile alla penisola Artica, passando anche per l’Italia. Questa volta, oltre che fuori, abbiamo guardato anche da lontano, lontanissimo

VENERDÌ 29/05

I volti dei leader del G7 di Dresda sui palloni aerostatici della città. Foto Reuters

I volti dei leader del G7 di Dresda sui palloni aerostatici della città. Foto Reuters

Ci sono tutti. Da Matteo Renzi ad Angela Merkel. Svettano su palloni aereostatici nel centro storico di Dresda, i volti dei 7 leader che partecipano, dal 27 maggio, al G7 nella città tedesca.

E se sui palloni i volti sembrano buffi, buffi non sono gli argomenti che i capi di Stato dovranno affrontare nelle riunioni dei prossimi giorni. A 7 anni dall’inizio della crisi i temi di discussione saranno: una crescita sostenibile, i rischi di una politica monetaria di tassi bassissimi e il tema del debito. Ma il vero protagonista sarà il dibattito sulla Grecia. Il 27 maggio i tedeschi si erano detti titubanti sulla possibilità di trovare un accordo con Atene. Ma già il giorno dopo il “dossier  Grecia” è stato al centro della tavola rotonda dei leader, segno che l’interesse a risolvere la crisi c’è, soprattutto da parte degli Usa, anche con la Germania contraria.

GIOVEDÌ 28/05

Ciudad Acuña, nello stato messicano di Coahuila, colpita da un forte tornado. (Ramiro Gomez, Reuters/Contrasto)

Ciudad Acuña, nello stato messicano di Coahuila, colpita da un forte tornado. (Ramiro Gomez, Reuters/Contrasto)

È passato il tornado che ha, geograficamente, unito Messico e Texas, e si è lasciato una scia di 13 morti dietro. La zona più colpita è quella di Ciudad Acuna, in Messico, nello Stato di Coahuila, dove il tornado ha distrutto le case e fatto letteralmente volare le automobili. Si sono schiantate contro le casupole e ora a vederle sembrano incollate ai muri. Nessun fotomontaggio, solo la forza della natura. Il sindaco della città, Evaristo Lenin Perez, ha spiegato che la maggior parte delle persone morte a causa del tornado si trovavano all’esterno, e non all’interno delle loro abitazioni. Intanto in Texas sono 12 i dispersi, trascinati via da un’ondata di piena provocata dal passaggio del tornado.

 

MERCOLEDÌ 27/05

Inizia l'estate a New York

Inizia l’estate a New York e il fotografo Tobias Hutzler ha immortalato per il Time il primo approccio dei cittadini con il caldo.

Negli Usa l’arrivo dell’estate coincide, più o meno, con il Memorial Day cioè con il giorno in cui si ricordano tutti i caduti nelle guerre che l’America ha condotto. Dal Vietnam all’Iraq, l’ultimo lunedì di maggio, si ricordano tutti i militari che hanno perso la vita sui campi di battaglia. E, mentre nei veri prati dei cimiteri dell’esercito le famiglie si raccolgono intorno alle bare bianche, c’è anche chi si gode l’arrivo del clima mite. Punti di vista, quelli che fanno si che gli Usa siano una democrazia fondata sulle contraddizioni.

Il fotografo tedesco Tobias Hutzler, con la sua foto di questa settimana per il Time, ha voluto sottolineare proprio questo. I colori degli ombrelloni, la spensieratezza, che cozzano con la sofferenza che, nello stesso momento, a pochi chilometri di distanza, muove il pianto di chi ricorda i propri cari morti in battaglia.

“It’s so beautiful and complex”, ha detto il fotografo, che per realizzare lo scatto è salito su uno degli elicotteri della Nyonair . Da li ha visto piscine, piccole spiagge e parchi dove si sono riuniti tutti i newyorkesi amanti dell’estate. “It’s pure life”, ha poi aggiunto, senza dimenticare però che a pochi passi da quei luoghi felici la vita di alcuni era triste, nel ricordo di chi non c’è più.

MARTEDÌ 26/05

La nipote dello scrittore Benjiamin Moser, in visita alla Casa Bianca fa una scenata davanti al Presidente Obama

La nipote dello scrittore Benjiamin Moser, in visita alla Casa Bianca fa una scenata davanti al Presidente Obama

Succedeva ad aprile, durante la serata della Pasqua ebraica alla Casa Bianca, ma l’immagine del capriccio meno adatto del mondo ha iniziato a circolare solo ieri. Merito dello scrittore Moser che ha immortalato sua nipote Claudia mentre disperata, a terra, piangeva, strillava e urlava proprio davanti a lui: Barack Obama. Alla piccola non importava di essere al cospetto dell’uomo più potente della terra. Ha proseguito con il capriccio finchè è servito mentre Obama si è limitato ad assistere divertito alla scena. Era meno contenta, invece, la mamma della bimba, la giornalista americana Laura Moser, sorella dello scrittore nonchè zio che ha postato la foto sul suo account Twitter.

LUNEDÌ 25/05

I nuotatori della baia, i "Bay Swimmers" del Dolphins Jump, di San Francisco, hanno fatto un tuffo nelle fredde acque e hanno nuotato dal Bay Bridge fino alla base del loro Aquatic Park. Foto di Peter Essick per National Geographic

I nuotatori della baia, i “Bay Swimmers” del Dolphins Jump, di San Francisco, hanno fatto un tuffo nelle fredde acque e hanno nuotato dal Bay Bridge fino alla base del loro Aquatic Park. Foto di Peter Essick per National Geographic

Cinquant’anni fa davvero pochi coraggiosi avrebbero deciso di nuotare nelle acque della baia di San Francisco. L’inquinamento era troppo alto, si rischiavano malattie e infezioni. Oggi tutto è cambiato. Dal 1970 la città ha deciso di ripulire l’acqua e di prendere provvedimenti contro il rilascio sistematico di sostanze di scarico vicino alla baia. Ed ecco che la gente è tornata a nuotare e a promuovere iniziative in mare. È il caso del Dolphin Club che a San Francisco è un’istituzione nel campo della tutela ambientale. I suoi membri hanno deciso di scendere in acqua e nuotare dal Bay Bridge alle 7,45 di mattina esatte. Era il 10 maggio ma National Geographic ha reso pubbliche le foto della traversata solo in questi ultimi giorni. Ed ecco i coraggiosi – tutti rigorosamente con cuffietta arancione – tuffarsi e iniziare la nuotata fino alla base, l’Aquatic Park. I membri del Dolphins Club organizzano gare di nuoto nella baia o eventi per raccolte fondi durante tutto l’anno. Per maggiori informazioni si può consultare il loro calendario qui.

Tutti i cani di Tim Flach: con i rasta e volanti.

Un Komondor, cane preferito del fotografo Tim Flach, esperto di animali.

Un Komondor, cane preferito del fotografo Tim Flach, esperto di animali.

Un Komondor salta felice. Tutti i suoi rasta si levano in aria. Sembra un tondo di pelo, uno scopettone di quelli che si usano per pulire il pavimento. Per farlo saltare, e immortalarlo così, la troupe ha dovuto farlo giocare, quasi convincerlo. Come una modella sul set. Dall’altra parte dell’obbiettivo c’era lui, il fotografo di animali più conosciuto di sempre: Tim Flach. Da Londra, con un bagaglio di esperienze immenso, Tim ha inaugurato un nuovo sguardo sul mondo degli animali. Lo sguardo di un fotografo che prova a cogliere il lato umano di cani, gatti, uccelli e maiali. Posano tutti su sfondo nero o bianco, li fa camminare, li accarezza. Come fossero amici. Prova a immortalarne le pose più strane e buffe.

Un altro salto di un Komondor, questa volta il cane è nero e lo sfondo bianco.

Un altro salto di un Komondor, questa volta il cane è nero e lo sfondo bianco.

Dallo studio dei cani, in particolare, Tim ha pubblicato un libro di foto diventato molto famoso negli ultimi anni. Si tratta di “Dogs”.E se il titolo sembra banale, le pose dei cani non lo sono di certo. Sono diventate iconiche nel giro di pochissimo. Se oggi si va nei ristoranti più cool di Londra, capita anche di vederle appese alle pareti. E non c’è un cliente che non si fermi un po’ stupito ad ammirarle. Pubblicato nel 2010 il libro è il secondo realizzato dal fotografo. A questo ne sono seguiti altri due, uno nel 2012 “More than humans” e uno nel 2013, “Evolution”.

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Travis Burke, quando la fotografia è avventura

Il fotografo Travis Burke a San Diego dove è nato e cresciuto. Una piccola pausa a casa per poi ripartire nel suo viaggio "on the road" di un anno. All'avventura in giro per gli Usa.

Il fotografo Travis Burke a San Diego dove è nato e cresciuto. Una piccola pausa a casa per poi ripartire nel suo viaggio “on the road” di un anno. All’avventura in giro per gli Usa.

Viaggiare in località remote, arrampicarsi per ore, vivere in un furgoncino e macinare migliaia di chilometri. E restare sveglio tutta notte, in attesa delle condizioni per lo scatto perfetto. Questi i comandamenti di Travis Burke, il fotografo di sport estremi e viaggi d’avventura che spopola sul web.

L’ultimo dei suoi viaggi l’ha fatto su un “van”, un furgoncino. Si è portato dietro fidanzata e amici e ha esplorato, macchina fotografica alla mano, le sconfinate distese del Colorado, le rocce dello Utah, l’Arizona e lo Yosemite National Park. Qui si è arrampicato, ha scelto le angolazioni migliori e ha scattato. Perché la filosofia di Travis è questa: parti, vai, fotografa. E fotografa qualcosa di unico, da una posizione unica, facendo qualcosa di unico. Lui si definisce ” a man behind the camera” (l’uomo dietro la macchina) ma la sua personalità vibrante riecheggia in ogni suo scatto.

Amante della GoPro e portato da un suo contest in Colorado, ha proseguito il viaggio per tutti gli Usa. Quel viaggio, quel road trip come lui lo definisce, dura da un anno. E il motto dall’avventura è diventato “encouraging others to get outdoors” (Per incoraggiare gli altri a uscire). Qui alcuni degli scatti pubblicati dal fotografo sulla sua pagina Instagram per documentare il suo percorso

La curiosità della settimana

La casa sullo strapiombo progettata dagli architetti dello studio Manscape, a Victoria in Australia

La casa sullo strapiombo progettata dagli architetti dello studio Modscape, a Victoria in Australia

Niente marciapiede, portinaia o vicini di casa. Nella casa sullo strapiombo non esiste nulla del comune abitare. Solo un principio fisico, e architettonico, che la tiene appesa a una parete rocciosa. Vista mare. Anzi, sopra il mare. La Cliff house, la “casa della scogliere”, così la chiamano, è stata costruita dallo studio di architetti Modscape a Victoria, nel sudest dell’Australia. Come si evince dal nome stesso, l’obiettivo dello studio è quello di portare le abitazioni al centro di paesaggi sconfinati, dove mai penseremmo si possa abitare.

La casa si compone di 5 piani e si entra dall’alto. All’interno stanze minimaliste, a richiamare il bianco e l’azzurro dell’oceano. Sugli abitanti nessuna informazione. Si può solo ipotizzare che non soffrano di vertigini.