Una foto che è Storia

Lesleigh Coyer, 25enne di Saginaw (Michigan, Stati Uniti), sdraiata sul prato di fronte alla tomba del fratello Ryan Coyer morto in seguito alle ferite riportate in Afghanistan mentre prestava servizio per l'esercito americano. Foto Reuters

Lesleigh Coyer, 25enne di Saginaw (Michigan, Stati Uniti), sdraiata sul prato di fronte alla tomba del fratello Ryan Coyer morto in seguito alle ferite riportate in Afghanistan mentre prestava servizio per l’esercito americano. Foto Reuters

Lesleigh Coyer è una delle centinaia di sorelle che hanno perso i loro fratelli in guerra. Una guerra lunga anni, iniziata nel lontano 2001 dagli Usa contro la minaccia del terrorismo islamico, e ancora oggi in corso. Le stime parlano di circa 3.500 soldati statunitensi morti nel conflitto, mai tornati a casa. Da quel lontano 11 settembre 2001, quando la strapotenza americana ha vacillato durante gli attacchi alle Twin Towers di New York da parte di Al Qaeda, circa 3.500 famiglie non si possono più definire tali. Manca loro un membro. Partiti per semplice patriottismo, per uscire dai guai di una gang o per pagarsi il college. E mai tornati. I loro volti scorrono alla fine dei tg della sera nelle case americane, sono i caduti del giorno. Quando le loro salme rientrano in patria, vengono avvolte nella bandiera nazionale tra stelle e strisce. E poi messe a riposare in tranquilli prati verdi, così diversi dai campi di battaglia dove la loro vita si è spezzata.

La vicenda di Lesleigh Coyer si è ripetuta centinaia di volte negli Usa. Centinaia di persone hanno pianto sulle tombe. Lesleigh l’ha fatto al cimitero nazionale di Arlington, in Virginia, l’11 marzo 2013, a un anno esatto dalla morte di suo fratello. E un fotografo, Kevin Lamarque, dell’agenzia Reuters, ha colto l’attimo per scattare una foto che oggi fa parte della storia più moderna.

Ryan Coyer era un militare esperto, aveva combattuto, prima di morire in Afghanistan, anche in Iraq e aveva solo 26 anni. Faceva parte del 75esimo Ranger Regiment, uno dei più prestigiosi dell’esercito americano. Sua sorella lo definiva come “a great man” (un grande uomo) e i suoi genitori si dicono ancora oggi fieri che loro figlio abbia deciso di arruolarsi.  

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