MARTEDÌ 09/06

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Un giovane sostenitore del partito curdo festeggia il 12% raggiunto dal partito durante le elezioni turche. Foto Afp

Fino a ieri Erdogan era il presidente turco, il “sultano”. Da oggi le cose cambiano, e di molto, perchè dopo le elezioni in Turchia di domenica Erdogan non è più il leader assoluto, non è più imbattibile. Sì, il presidente è in carica dal 2002 e anche questa volta ha ottenuto un risultato buono con il 41% delle preferenze, ma non basta per governare da solo. Non basta per continuare il suo regime opprimente. A contrastarlo ci sono i curdi, perseguitati, emarginati ma ora rappresentanti del 12% della popolazione con 79 deputati su 550. E poi il Mhp, il partito dei nazionalisti, con il suo 16,5%. Così che i giochi di alleanze, in questi giorni saranno fondamentali. Così come nuova sarà la politica turca se il “sultano” ritirerà un po’ della sua ombra, e della sua oppressione sui media. Quello che di sicuro già non ha più sono gli 8 punti persi rispetto alle elezioni del 2011. Forse in Turchia il vento sta cambiando.

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