Speciale Fotografi Famosi #2 – Jeff Widener, dentro l’anima di piazza Tienanmen

Jeff Widener con in mano il suo scatto più famoso, quello del pacifista davanti ai militari in piazza Tienanmen nel 1989 a Pechino.

Jeff Widener con in mano il suo scatto più famoso, quello del pacifista davanti ai militari in piazza Tienanmen nel 1989 a Pechino.

Un “clic” e la sua foto è entrata nella storia. Quella di Jeff Widener, quasi 60enne, è una delle dieci fotografie più famose del mondo, lo dice niente di meno che l’osservatorio di America On Line. Il perché è presto spiegato: ritrae un momento unico, una contrapposizione così netta fra pace e guerra, fra bene e male che spiazza. Ma, come dire, era destino. La strada per Jeff era già segnata, solcata da un dono, un talento naturale per le foto. Lui stenta ancora oggi ad ammetterlo e abbozza un sorriso quando gli si ricorda il suo primo successo. Era il1974 e lui stava studiando fotogiornalismo al college. Partecipò a un concorso per il National Geographic che vedeva in competizione 8 mila studenti da tutti gli Stati Uniti. Il colosso delle foto scelse solo un ragazzo fra tutti i candidati. Ed era lui, Jeff. Da quel momento il fotografo non ha mai smesso di viaggiare. Prima in Sud Africa, poi in Belgio, come fotografo corrispondente per United Press International. Per farla breve, nella sua vita Widener è stato in più di 100 paesi, e da ognuno di questi ha portato a casa un reportage.

Ma il suo nome è inevitabilmente legato a un evento storico: quello di piazza Tienanmen. Iniziò tutto nell’aprile del 1989, quando 50 mila studenti scesero nelle strade di Pechino per protestare contro il Partito. Stanchi di un’informazione controllata, di un regime soffocante e di una chiusura al mondo della Cina comunista, in poco tempo i giovani coinvolsero 100 mila persone nella loro protesta. La dirigenza del Partito, dopo aver perso per un arresto cardiaco il leader Yaobang, era impaurita. In Europa quell’anno erano scoppiate molte rivoluzioni contro il comunismo, c’era una tensione palpabile e non ci si poteva permettere che gli studenti e i dissidenti prendessero il controllo. Così, dopo una tregua, il 3 giugno, si passò all’uso della violenza. Pechino fu invasa dai mezzi militari, e fu la strage. Anche se non si conosce il numero esatto dei morti, ancora oggi si parla di una carneficina. Ai civili venne sparato nella schiena, mentre tentavano di costruire barricate intorno alla piazza. Era tutto un susseguirsi di spari tra la nebbia dei fumogeni.

 
Piazza Tienanmen era il luogo di ritrovo dei manifestanti e fu li che arrivarono i soldati. Dal terrazzo di un hotel, a circa un chilometro di distanza dal luogo della mattanza, Widener immortalò quello che è passato alla storia come il “rivoltoso sconosciuto”. Uno studente che grida contro i militari “fermatevi, basta”, ma che non viene ascoltato. Tant’è che c’è chi sostiene che, pochi giorni dopo, il ragazzo sia stato giustiziato. Vero o no rimane un eroe della Storia celebrato dalle riviste di mezzo mondo. Ma, a ben vedere, gli eroi dietro a quello scatto sono due: il rivoltoso sconosciuto e il fotografo famosissimo che gli ha dato voce, con l’immagine.

 

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