LUNEDÌ 19/10

Tensioni tra palestinesi ed esercito israeliano lungo il confine tra Israele e la Striscia di Gaza vicino a Buriej. Lo scatto è stato realizzato il 15 ottobre scorso da  Khalil Hamra/ Ap.

Tensioni tra palestinesi ed esercito israeliano lungo il confine tra Israele e la Striscia di Gaza vicino a Buriej. Lo scatto è stato realizzato il 15 ottobre scorso da Khalil Hamra/ Ap.

Non c’è pace fra Israele e Palestina e non c’è fine per l’Intifada dei coltelli che, da ormai due settimane, ha riacceso la miccia degli scontri fra i due gruppi.  Le versioni che arrivano da Gerusalemme e dintorni sono discordanti. Gli israeliani sostengono che per le strade ci siano ancora molti attacchi di “lupi solitari” palestinesi, quasi tutti minorenni, che, armati di coltelli, aggrediscono gli ebrei. I palestinesi, invece, sostengono che l’esercito israeliano, in stato d’allerta, uccida tutti i sospetti e non tenti di catturare gli assalitori vivi.

Negli ultimi agguati, a Hebron, le vittime sono state un ebreo che stava recandosi in sinagoga, una agente della guardia di frontiera e un soldato fermo a un posto di blocco. In un caso l’assalitrice palestinese  era una ragazzina, uccisa subito dopo dall’esercito israeliano. E, sempre secondo fonti palestinesi, nei due giorni appena trascorsi, le vittime sarebbero state tre. Tutte freddate dai militari mentre tentavano di aggredire gli ebrei.

Intanto la comunità internazionale e la diplomazia hanno iniziato a lavorare perché lo scontro si plachi. Per mercoledì 21 ottobre è previsto, a Berlino, un incontro fra il premier israeliano Benyamin Netanyahu e il segretario di Stato Usa John Kerry. E, mentre si tenta di trovare una possibile tregua, il numero dei feriti israeliani sale. Così come quello dei palestinesi morti. La paura continua a serpeggiare nelle strade, dove gli ebrei dicono, davanti alle telecamere internazionali: “Abbiamo paura, non usciamo quasi più di casa. I ragazzi non vanno più a scuola”. E i simboli di migliaia di anni di storia, come è successo per la tomba di Giuseppe, lo scorso sabato, bruciano.

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