LUNEDÌ 4/01

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“Anybody but Trump” (Chiunque, tranne Trump). La scritta contro il candidato repubblicano in testa ai sondaggi del suo partito, per le presidenziali Usa 2016, è comparsa l’1 gennaio nei cieli californiani.

“Chiunque, ma non Trump”. È questo uno dei messaggi comparsi nei cieli americani all’inizio del 2016. Il bersaglio è lui: il candidato repubblicano e magnate d’America Donald Trump. Le scritte bianche, realizzate con scie aeree, sono apparse nel cielo sopra lo stadio Pasadena Rose Bowl, in California e sono state un’idea di Stan Pate, uno dei ricchi sostenitori di Marco Rubio, il senatore della Florida che corre per la Casa Bianca e sfida, fra le file repubblicane, proprio Trump. Da “Trump ama odiare” a “L’America è grande. Trump è disgustoso”, il messaggio era chiaro: non bisogna sostenere il magnate tutto made in Usa che promette frontiere anti-Isis e la chiusura di Internet.

La “minaccia Trump” però è più concreta del previsto, e pare non bastino alcune scritte in cielo per frenare la sua scalata politica. È proprio lui, infatti, il candidato repubblicano che, secondo gli ultimi sondaggi, è primo all’interno del suo schieramento . A intervenire contro quest’avversario dai toni forti che o piace parecchio o è decisamente odiato, allora, ci ha pensato la favorita alla presidenza Usa 2016: Hillary Clinton. “Il miglior reclutatore dell’Isis è proprio Trump”, ha detto la Clinton a commento della politica d’assalto del suo avversario. Chi semina odio, raccoglie odio, sostiene Hillary. E Trump sta facendo proprio questo, con un avversario pericoloso e senza un programma di politica estera -per ora- adatto ad affrontarlo.

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