La curiosità della settimana – Le “sentinelle abbandonate” dall’Europa

Una dogana della serie fotografica Übergang del fotografo polacco Josef Schulz.

Una dogana della serie fotografica Übergang del fotografo polacco Josef Schulz.

Sono “sentinelle abbandonate”, “monumenti sbiaditi”. Il fotografo polacco Josef Schulz chiama così i soggetti dei suoi scatti: casette di frontiera, dogane che non esistono più. Cadono le barriere fra gli Stati, si celebra la libera circolazione in Europa e loro precipitano in disuso. Ma ora, nei tempi del grande dibattito sul trattato di Schengen, con Paesi come Francia e Germania che ripristinano il controllo alle barriere per arginare le emergenze di sicurezza e immigrazione, il ruolo delle frontiere è stato riscoperto.

Le fotografie di Schulz sono iconiche. Ritraggono baluardi silenziosi, rimasti inattivi per anni. E sono anche dei simboli: ognuno ha un’architettura diversa, segno delle differenze tra i vari Paesi. Quei Paesi che oggi sono chiamati a ripensare i controlli tra i loro confini. Quando il trattato di Schengen venne siglato, nel 1985, si stabilì la libera circolazione all’interno dell’ Ue. A oggi gli stati che vi partecipano sono 26, 22 membri dell’Unione Europea, altri 4 esterni. Regno Unito e Irlanda non aderiscono. Ma fra di loro, a causa delle ondate migratorie, c’è tensione. Bisogna gestire un flusso di migranti in costante aumento. Inoltre, dopo gli attentati del 13 novembre scorso a Parigi, anche il pericolo terrorismo è tornato a bussare alle porte dell’Europa. Così, sei Paesi hanno ripristinato i controlli, mentre altri, come l’Italia, si dicono contrari alla decisione. Con il vertice di Amsterdam della scorsa settimana, i Paesi che hanno ristabilito l’attività delle frontiere hanno chiesto che il blocco di Schengen venga protratto per due anni. Una richiesta impegnativa da rispettare perché, se stati come Svezia, Francia o Germania, per due anni, ripristinassero i controlli, i flussi di migranti si ridistribuirebbero quasi esclusivamente nei Paesi di “primo arrivo”, come Grecia e Italia.

Ecco (nella gallery) alcune delle fotografie più suggestive di Schulz

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