LUNEDÌ 22/02

"Ho sbagliato outfit", questo il commento della candidata democratica alla Casa Bianca Hillary Clinton, alla foto pubblicata sul suo profilo Instagram durante le primarie nello stato del Nevada.

“Ho sbagliato outfit”, questo il commento della candidata democratica alla Casa Bianca Hillary Clinton, per descrivere la foto pubblicata sul suo profilo Instagram durante le primarie in Nevada

Avrà anche sbagliato vestiti, ma Hillary Clinton di sicuro non ha sbagliato strategia. Almeno per ora. Lo dicono i risultati delle primarie in Nevada, del 20 febbraio scorso: Clinton ha battuto l’avversario Bernie Sanders. Certo, l’ha battuto di poco, ma rimane in testa. Lo stacco fra i due non è abissale, ma basta: 52,2% per Hillary, 47,8% per Bernie.

L’ex Segretario di Stato torna così ad essere la favorita per la corsa al titolo di Presidente, fra la compagine democratica. Clinton aveva vinto in Iowa, ma per poco, e aveva perso in New Hampshire. La nuova vittoria le restituisce coraggio, anche perché quello del Nevada è un elettorato difficile da conquistare. Erano molti i latinos, gli ispanici, che nella Clinton avevano visto spesso una politica di prima classe, lontana dalle esigenze degli ultimi e più vicina ai salotti politici. Si sono, in parte, ricreduti: mentre Hillary parlava dal palco nelle ore prima del voto, svettavano tra la folla cartelli che recitavano “I latinos sono con Hillary“. E a urne chiuse, Clinton ha voluto ringraziare proprio loro: “È la vostra di vittoria”, ha detto.

Si è congratulato con Hillary, per questa vittoria, anche lo sfidante. Ma il senatore del Vermont ha voluto fare una precisazione: ha ricordato che “solo cinque settimane fa,  nel Nevada eravamo indietro di 25 punti percentuali. Eravamo indietro anche nell’Iowa e nel New Hampshire”. E poi sappiamo come è andata.

Sul versante repubblicano, dove le primarie si sono tenute in South Carolina, a trionfare è Donald Trump. Il magnate americano non solo ha sorpassato gli avversari, e di molto, ma ne ha anche visto cadere uno: Jeb Bush. Il rampollo si è ritirato dopo un deludente quarto posto. Secondo Marco Rubio che si dimostra in rimonta su Ted Cruz nel duello per il titolo di “migliore sfidante”.

La sfida decisiva, in entrambi gli schieramenti, si giocherà il primo marzo, quando nel Super Tuesday – come chiamano gli americani questo giorno – si voterà in 15 Stati. Intanto, per non perdervi nessuno degli appuntamenti delle primarie americane, potete trovare il calendario delle votazioni, elaborato da La Repubblica, a questo link.

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