MARTEDÌ 22/03 – Obama a Cuba

 

L’Air Force One arriva sui cieli di Cuba. Ha portatato, in 3 ore, il Presidente Usa Barack Obama sull’isola.

Non succedeva da 88 anni. Mai, in questo lasso di tempo, un Presidente americano aveva messo piede sul suolo cubano. Poi è successo. E lui, Barack Obama, è atterrato a L’Avana e ha fatto la Storia. Chinato sotto l’ombrello per ripararsi dalla pioggia che l’ha accolto, il Presidente è sceso dall’aereo accompagnato da sua moglie Michelle e dalle sue due figlie Sasha e Malia.

 

L’arrivo degli Obama a Cuba

Il programma è fitto, gli incontri molti e vari. Dagli imprenditori favorevoli al riavvicinamento, fino ai meno felici, i cosìdetti “dissidenti”. E poi lui, il leader cubano, Raul Castro, che rappresenta tutto ciò che è stato  nemico di una vita degli USA. aAnche se, ora, si dimostra più aperto al dialogo. Ma i dissidi ci sono ancora, basta una piccola scaramuccia organizzativa: Obama subito dopo questo “storico incontro” vorrebbe una conferenza stampa, mentre Raul, perentorio, non la autorizza.

Nonostante il tentativo degli Obama di inserirsi a Cuba, non sono mancate le proteste. Poche ore prima dell arrivo del Presidente, sono stati arrestati diversi manifestanti. Denunciavano le angherie del regime e il fatto che quest ultimo li volesse costringere a restare in casa durante la visita presidenziale.

 

Una folla di cubani curiosi aspettano il passaggio degli Obama

Perchè Cuba è anche questo, un mix di contraddizioni, di anime diverse che ora, con l’apertura agli USA che qui vogliono investire, si trova a doversi ridefinire, ridisegnare. E se si pensa alla storia dei rapporti tra Washington e L’Avana si capisce con ancor più chiarezza lo sforzo richiesto. Bisogna lasciarsi alle spalle 54 anni di guerra fredda.

Era il 1959 quando gli USA boicottavano il tentativo di Fidel Castro di deporre Fulgencio Batista che governava Cuba. Castro voltò così definitivamente le spalle al Nel 1961, Castro opta per una rottura definitiva dei rapporti. Lo stesso anno, pochi mesi dopo, in aprile, alla presidenza USA c’è Kennedy che organizza lo sbarco nella Baia dei Porci di Cuba, per attaccare il regime. La spedizione fallisce e i rapporti precipitano. Castro infatti dichiara la sua alleanza con l’Urss e nel 1962  si sfiora la guerra nucleare. I russi schierano i missili a Cuba, gli USA tremano e si arriva a un compromesso diplomatico. Seguono anni di silenzi e tensioni, finchè il dialogo ricomincia nel 1977. Intanto Cuba si è isolata, e rifiuta i contatti con il mondo occidentale.

La vera svolta arriva lo scorso anno, quando dopo le intense azioni diplomatiche dell’amministrazione Obama, l’ambasciata USA a Cuba riapre. Neanche un anno dopo, il Presidente degli Stati Uniti è a L’Avana. Anche se la visiat è durata due giorni – si conclude oggi- questo è solo il primo passo.

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