Orlando, il saluto di Obama

Barack Obama prima di salire sull'Air Force One in direzione Orlando, per ricordare le vittime della strage di Orlando

Barack Obama prima di salire sull’Air Force One in direzione Orlando, per ricordare le vittime della strage di Orlando

Il viso scavato, le nuvole in cielo e un viaggio che non avrebbe voluto mai affrontare. Eppure Barack Obama è salito puntuale sull’Air Force One oggi, direzione Orlando, la città della Florida famosa nelle cronache degli ultimi giorni per la strage avvenuta la notte dell’11 giugno. Era passata la mezzanotte al Pulse, locale gay moto frequentato a Orlando, quando Omar Mateen, 29 anni, entrava e iniziava a sparare sui presenti. Una mattanza: 49 morti. Come sono state 49 le rose bianche che Obama e il suo vice, Joe Biden, hanno posato sul luogo dell’attentato.

Obama ha incontrato i famigliari delle vittime, ha ricordato i molti feriti che si trovano ancora in ospedale, alcuni dei quali in gravi condizioni, poi ha ricostruito le diverse, paradossali cause dell’attacco. Omar Mateen era attratto dal mondo degli omosessuali, anche se sposato e con una figlia, ed era stato visto più volte al Pulse mentre cercava di abbordare qualcuno. “Molti però rifiutavano, era un tipo strano”, dicono i testimoni. Poi ecco il messaggio dell’Isis: violenza, rifiuto dell’omosessualità, inviti per il “lupi solitari” ad agire contro gli infedeli. Mateen si procura le armi, troppo facilmente, in un’America dove i controlli stanno quasi a zero. Va al Pulse, apre il fuoco. Inizia la carneficina. Passeranno ore prima che le forze speciali lo uccidano e entrino a liberare gli ostaggi sopravvissuti.

Poi le lacrime, le storie delle vittime che popolano i giornali. Le foto delle ambulanze, dei ricordi, dei fiori. E i retroscena, quelli amari. Parche che Mateen fosse noto all’FBI per attività vicine al terrorismo. Pare che sua moglie sapesse della sua instabilità e dei suoi progetti tanto che ora è indagata pure lei. Prima del Pulse, sembra che l’obiettivo dovesse essere un centro commerciale a tema Disney, pieno di bambini.

Intanto le frasi post attentati si rincorrono “Distruggeremo l’Isis”, ha ribadito Obama. “Dobbiamo limitare l’accesso alle armi per i terroristi”, ha ripetuto il Presidente. Ma lo sgomento è ancora troppo per pensare che sarà davvero questo l’episodio che farà realizzare tutte le promesse.

 

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